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| Soirée Sotis martedì 21 febbraio 2012 |
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Ah, l'amore! Ma chi mi ha messo intesta quest'idea dell'amore?
Cerco l'amore ma non so cos'è. Ma sì, parliamo d'amore, tutte abbiamo qualcosa da dire sull'amore. L'uguale che tutte vivono in modo diverso. E' più felice chi ama o chi è amato? Datemi uno che mi ama e solo dopo mi farò quella domanda. Voglio la mia parte di godimento, non voglio solo straziarmi per te. Dorothy Parker diceva:
Certi uomini ti spezzano il cuore,
altri ti stanno addosso ogni momenti,
altri nemmeno ti guardano; e questo
chiude senza riserve l'argomento.
Parliamo di ragazze e d'amore con Valeria Magli nella Soirée Sotis, il 24, il 25 e il 26 a Milano, al Teatro dell'Elfo, corso Buenos Aires 33. Per prenotare chiamate 02/00660606 o scrivete a biglietteria@elfo.org.
Vi aspetto, io ci sono sempre. [ Continua a leggere ]
Lina Sotis
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| Trovare marito martedì 14 febbraio 2012 |
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È l’argomento più dibattuto tra le ragazze dai 30 ai 50 anni che per qualsiasi o nessun motivo non si sono sposate. Non si sa dare risposta di un esercito di donne tutte distintamente, belle, intelligenti, capaci, divertenti, colte, intraprendenti, autonome, “ma” sole, che un po’ci scherzano ma soprattutto ci si tormentano. Che succede? Quelle rimaste spaiate non sono certo le bruttine, le grassottelle, bassottine, un po’ sgraziate, magari non tanto divertenti. No, quelle sono tutte sistemate e spesso molto felicemente.
Virginia Woolf invocava, per la realizzazione delle donne scrittrici, e non solo, una stanza tutta per loro e una rendita di 500 sterline. Bene, ora tutte le spaiate hanno una casa tutta per loro e l’equivalente di una rendita di 500 sterline, vale a dire un lavoro con cui mantenersi, ma in questo passaggio qualcosa è scivolato via. Occorre riflettere. Come è possibile che proprio ora che si ha l’immenso privilegio di potersi sposare per amore, per passione, per follia, e non esclusivamente per necessità come il secolo scorso, l’opportunità di un matrimonio felice alle ragazze belle e in gamba sia sfuggita di mano?
C’è da sperare che la crisi, limitando la possibilità di mantenere una stanza tutta per sé, così come la famosa rendita, offra una nuova opportunità di ripensarsi, ascoltarsi, parlarsi. Innamorarsi, infine.
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Ludovica Amat
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| Elogio della velocità martedì 7 febbraio 2012 |
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È troppo veloce il nostro mondo? È quello che abbiamo voluto. È quello che vogliamo e che riconfermiamo di volere quando desideriamo internet sempre più rapido, quando vogliamo poter scegliere tra vari treni in stazione, quando vogliamo vedere al supermercato non un solo insaccato di maiale, ma decine di insaccati, e non un solo tipo di pasta, ma vari tipi, al peperoncino, al nero di seppia, di soia o integrale. La rapidità del mondo è solo frutto della nostra volontà. Noi l’abbiamo voluto perché abbiamo pensato che il grande valore su cui incardinare le nostre vite fosse la scelta. La libertà di scegliere. Nel dopoguerra abbiamo scelto il boom economico, una società più svelta e con più benessere. Potevamo rimanere contadini e “lenti”, e invece abbiamo sentito in quella lentezza non una vita migliore, ma più obbligata e ristretta nelle sue scelte. E l’amore e l’amicizia non ci sono più? Fesserie. L’amore è un demone che non si fa certo limitare da internet. E gli amici, diceva il poeta Pedretti, sono fari di luce piantati nel buio del mondo. Questo valeva nell’antica Roma e vale oggi con l’e-book in mano e il cellulare che vibra in tasca.
Siete patiti della lentezza o schiavi della velocità? Sapreste tornare indietro e da veloci diventare lenti? Come vi considerate? Velenti? [ Continua a leggere ]
Luca Nannipieri
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| Elogio della lentezza martedì 31 gennaio 2012 |
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Viviamo superando con frequenza la stessa velocità della trasformazione del nostro mondo, accettando consci o inconsci la tirannia del mercato. Facciamo correre l’immagine di noi stessi, non il nostro essere reale con affetti e debolezze, intelligenza e sentimenti. La pausa è una rapida sosta per recuperare energie consumate in fretta. Abbiamo così perso la capacità di vedere, di percepire, di cogliere la bellezza che potrebbe salvarci. Non sappiamo più dove andiamo. Procediamo con l’ambizione di uscire dalla massa immergendoci sempre di più in essa. Allora dico: viva la lentezza, ossia il movimento duttile, flessibile, tenace (sono i significati originari di lento), che ci fa emergere realmente con i nostri sentimenti, sviluppando la capacità di percepire e ascoltare aperti al mondo, alla curiosità, alla conoscenza: un esistere pensando, dove l’immaginario non conosce bordi. Achille non raggiungerà mai la tartaruga! [ Continua a leggere ]
Massimo Venturi Ferriolo
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| Parole, un regalo che viene dall'aldilà martedì 24 gennaio 2012 |
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Puy en Velay (paese dell’Alta Loira in Auvergne), dice Le Monde (10/1) introducendo l’argomento, era una volta noto per le lenticchie verdi e per uno di quei formaggi agli “artisous”, gli acari che brulicando nella crosta rendono buonissima la polpa. Oggi è diventato il luogo di un esperimento importantissimo sulla parola, o meglio sull’insegnamento delle parole alle scuole materne, che lì si fa ricostruendo il senso di ciascuna parola in modo collaborativo tra insegnanti e bambini delle materne. E’ una prima reazione alla scoperta che il 29% dei ragazzi diciassettenni francesi non sa “leggere efficientemente”. Dopo l’ubriacatura di parole stolte e infingarde degli ultimi anni è una notizia consolante. Le parole sono un regalo che ci viene dall’aldilà: chi ci ha preceduto su questa terra ci lascia in continuazione migliaia e migliaia di piccoli preziosi regali costruiti con pazienza artigianale nei secoli. Ognuno di questi regali è pieno di sensi misteriosi che vanno scoperti con venerazione e rispetto e, a ognuno di noi ,è affidato il compito di coltivare questi tesori viventi migliorandolo e abbellendolo per trasmetterlo a nostra volta. Chi usa le parole senza rispetto fa uno squarcio obbrobrioso nella tela delicata della civiltà.
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Guido Martinotti
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| Soldi, si impara da piccoli martedì 24 gennaio 2012 |
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La paghetta. Darla? Non darla? Quanto e come?
1) Darla, non come diritto, ma come insegnamento ad amministrare i propri soldi.
2) Dare una somma, equa, con l’età e con il giro di amici che frequenta. Implicito stare attenti agli amici.
3) Se siete separati, divorziati, annullati o litigati attenti, che il partner non rilanci. Troppi soldi fanno male e sono diseducativi.
4) Meglio al mese che alla settimana, impareranno prima a confrontarsi con il denaro, i consumi, i desideri.
5) Quando iniziate spiegategli in 3 concetti il valore dei denari: mai sprecarli, mai ostentarli, sempre guadagnarli.
6) Fategli capire che un uomo e una donna, abbienti, sanno quando risparmiare e quando investire. Non saperlo fare è una autocondanna.
Così, a 16 anni, mi insegnò il mio tutore. Con 10mila lire al mese, meno vitto e alloggio, pensavo ai vestiti, ai libri, alle attività sportive al di fuori del collegio.
Lo ringrazio ancora.
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Lina Sotis
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| La cosa più buona del mondo martedì 10 gennaio 2012 |
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Negli anni Settanta, era diventato un tormentone di “Alto Gradimento”: Giovanni Malagodi che ripeteva “Il pane è la cosa più buona del mondo”. Come dargli torto? Basta passare dinnanzi a un autentico “prestinaio”, col forno e il titolare tutto imbiancato (ce ne sono ancora), per ripiombare nella nostalgia dei tempi nei quali al centro della tavola, comunque, c’era il pane. Forse è per questo che mio marito protesta quando (raramente) a tavola non trova il pane fresco; più che mangiarlo, vuole vederlo, riconoscendovi un segno antico di civiltà o, come diciamo oggi, di cultura materiale. Un salto in panetteria (e pazienza se non trovate più la michetta), perciò, non è un atto di consumo, ma il segno di appartenenza a una storia. [ Continua a leggere ]
Luisa de Martin
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