Lina Sotis
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Cuore e Bon Ton
 
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Cuore e Bon Ton
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lunedì 20 febbraio 2012
La triste allegria dei centri commerciali
Ieri pomeriggio ho fatto un salto in un grande centro commerciale, in provincia di Monza, trascinata forzatamente dal mio compagno che voleva fare degli acquisti. Una bolgia infernale di famiglie con bambini, travestiti per il Carnevale, ci ha fatto fuggire dopo appena un quarto d'ora. Quelli che erano i luoghi domenicali della nostra generazione, gli oratori, i giardinetti, i Luna Park - me lo spiegava un'amica con due figli - sono stati soppiantati dai grandi centri commerciali, allestiti ad arte con giochi d'intrattenimento per bambini (giostre coi cavalli, trenini elettrici, automobiline). Sono uscita con la tristezza nel cuore, pensando a quei bambini, festanti per il Carnevale, che ricorderanno la loro infanzia passata lì, in un ambiente chiuso, circondati da 100 negozi che sanno creare e rispondere a qualunque loro bisogno. Consumatori, ecco cosa stanno creando. La mamma compra una borsa, il papà mangia una pizza, il bimbo festeggia il Carnevale. Si sta preparando una nuova generazione di consumatori, allevata nel caldo ventre del centro commerciale. E tutto questo in una sola generazione: perchè quei genitori trentenni che, come me, hanno passato l'infanzia all'aria aperta, portano lì i loro figli?
Giordana TalamonaGiordana Talamona

25 Risposte - rispondi       Share


Risposte
Nontiscordardime...per pigrizia.. per comodità.. perchè ci siamo abituati a fare mille cose contemporaneamente, o meglio, non vogliamo rinunciare a mille cose contemporaneamente.. Anche io non li sopporto sti centri commerciali.. ma ,se possibile, una camminata all'aria aperta no? bah!
Nontiscordardime
PulcinaScusate, dissento. Non perché sia una fan dei centri commerciali (ne frequento uno vicino casa per fare la spesa, non sono una patita di shopping, anche se non ci fosse la crisi). Però ricordo quando, da bambina, il vestitino da maschera dovevo metterlo in casa, oppure fuori ma sotto il cappotto. Uff! Da ragazzina andavo a una festa, o la organizzavo, o uscivamo con "costumi" fatti da noi... tutt'altro paio di maniche... ma da piccola finiva che il vestitino non lo vedeva nessuno. Nel centro commerciale si sta al caldo, i piccoli possono goderselo un po', 'sto costumino. Certo, meglio una festicciola, ma in mancanza d'altro... Salutone
Pulcina
matteoaragornAbbiamo voluto globalizzarci a tutti i costi ed ecco il risultato. Negli Usa, dove non c'è una "piazza" dove mostrarsi e condividere vita e iniziative, funziona così da trent'anni: lì i luoghi di ritrovo sono i centri commerciali.
Anche nei paesi le cose stanno cambiando: che chiedono il cìcle casa per casa (una sorta di "scherzetto o dolcetto" carnevalesco di centenaria tradizione) sono rimasti ormai solo i bambini marocchini, quelli italiani non ce li mandano più perché è una cosa "da poveri".
matteoaragorn
Dopo averli definiti in maniera un po' snobistica e tranchant 'non luoghi', i sociologi si sono dovuti ricredere,perchè comunque è la massa che provoca il fenomeno, e il sociologo deve solo studiarlo. La piazza di un tempo non c'è più,forse in qualche piccolo centro,se non è luogo di spaccio. Il centro commerciale non piace a nessuno della vecchia generazione, è per lo più colonizzato da immigrati, gli indigeni se ne servono quasi esclusivamente per le strette necessità. Eppure,anche io che personalmente non li amo,ne riconosco la comodità. Come sempre,sta a noi utilizzarli senza abusarne.
manu52
matteoaragornConcordo in pieno. Sto in un piccolo centro e sembra ormai abitato solo da immigrati perché sono costoro ad aver colonizzato i bar e le piazze mentre gli italiani se ne stanno chiusi in casa, salvo mettere fuori il naso le sere dei prefestivi e nelle feste comandate e solo per lamentarsi che "non c'è nessuno".
matteoaragorn
Giordana TalamonaQui al nord i grandi centri commerciali - enormi come navi da crociera - sono pieni zeppi di italiani che NON li usano esclusivamente per fare la spesa...ci vivono una seconda vita. A me , ieri , sono venuti in mente i film di fantascienza: più generazioni di consumatori ad uso delle aziende... ve lo ricordate il cartoon Wall E?
Giordana Talamona
silviadelcuoreTrovo il tema molto interessante e stimolante anche se non ho capito cosa centrano gli immigrati, il Nord e via dicendo... così andando mi sembra il canovaccio di un romanzo tranquillo ma non troppo dal titolo: "il leisure per indigeni e colonizzatori indigesti"...Ironia a parte, il tema è bello, ripeto, forse anche solo perchè mi ci sono misurata anche io diverse volte per motivi diversi e Nnn mi va di scomodare sociologi, urbanisti ed esperti a vario titolo anche perchè se lo vorranno fare lo potranno sempre fare, perciò mi limiterò a quanto vedo e sento. Al centro commerciale si va per incontrare e farsi incontrare. Così era quando non esistevano i centri commerciali ma esistevano le vie principali ricche di negozi, o le piazze davanti alle chiese gremite di persone alla fine delle messe ma non solo in quelle occasioni, o gli oratori e i giardinetti di quartiere; di quartiere perchè la scala umana era certamente più contenuta nel quartiere. Lo "struscio" era un classico: avanti e indietro decine di volte lungo il corso principale da Nord a Sud, in lungo e in largo. I supermercati, in Italia, non esistevano sino a quarant'anni fa e tanto meno i centri commerciali, agglomerati di attività commerciali a scala al cubo: città nelle città; paesi dei balocchi, piccole Las Vegas caserecce dove al sole non è dato di entrare, ma nemmeno alla luna. Giorno e notte, dal lunedì al lunedì, dove ti vedi, ti fai vedere, saluti, compri, consumi, ti stordisci. Tutti in egual misura e con gli stessi potenziali. Il non plus ultra della democrazia. Un posto per tutti. Indifferentemente. Non ci si va solo a far la spesa. Sì è vero, almeno si può esibire l'abitino da principessa togliendo il cappottino, si può organizzare una festicciola standardizzata con patatine e tovagliette di carta e partitella a bowling compresa nel prezzo. Assieme ad altri 50 che hanno avuto la tua stessa ORIGINALE idea. Buon compleanno mi viene da cantare...ma il frastuono è così alto che non mi sente nessuno. E nessuno si accorge se me ne vado via o resto sino alla fine. Gran vantaggio, senza dubbio.
silviadelcuore
PulcinaSinceramente, penso che tra un estremo e l'altro ci sia sempre una via di mezzo. Non vedo che male ci sia a far la spesa in un centro commerciale, né perché questo significhi stordirsi. Magari oltre a far la spesa ti prendi anche un caffè seduto a un tavolino, perché no? e fai due chiacchiere (il rumore assordante, almeno dove vado io, c'è solo all'interno di alcuni punti vendita, nei quali mi guardo bene dall'entrare). I bambini possono indossare il costumino, e incontrare altre mascherine. Lo "struscio" lo trovo un po' comico, far la spesa tutti eleganti è surreale, ma chi vuole... non fa male a nessuno credo. Le festicciole standardizzate mi sembra con la crisi stiano diminuendo, certo che non c'è paragone con trovarsi con gli amichetti in casa, con magari una mamma/papà che "ci mette del suo" a organizzare qualcosa. Salutone
Pulcina
Nontiscordardime...non lo so... io li trovo così freddi ed impersonali.. se ado in uno di questi "mall" mi sento terribilmente solo.. se vado da solo in una piazza.. no! Sarò strano io che vi devo dire.
Nontiscordardime
liquiriziaCome luoghi di ritrovo o peggio di svago, li trovo anch'io tristi. Il centro commerciale a me più vicino è a 20' di bus e ci vado due volte l'anno per far scorta di detersivi scontati; se qualcuno mi desse appuntamento lì, probabilmente gli darei bidone! Sul perché riunire i bimbetti in quegli spazi anonimi per feste e compleanni, ho una teoria dopo aver fatto la babysitter ed essermi sorbita (retribuita) una decina di festine: i genitori non hanno tempo e voglia di avere i piccoli invitati tra i piedi in casa. Triste.
liquirizia
I genitori non hanno voglia di avere gli amichetti dei figli fra i piedi,perchè di questi tempi una 'festina' non sono più 6/7 bambini,,ma delle accozzaglie apocalittiche di energumeni che ti manomettono casa. Ed ê invalsa l'abitudine di fare di queste 'festine' continuamente,c'è un giro vorticoso di inviti e ri-inviti. Perchè tutti si devono sempre sentire all'altezza degli altri. Anche per le idiozie. Da ciò il refugium peccatorum dei centri commerciali per decentrare altrove i danni. Ritengo che non siano nè tristi nè allegri,ma centri commerciali, dove si può mangiare uno spuntino veloce fra una commissione e l'altra,prendere un caffè e persino,udite udite! trovarsi per fare due chiacchiere con un amico che si incontra. Sbagliato demonizzate o canonizzare. Meglio tenere le giuste distanze .
vronskj
metropolitanaNei centri commerciali ci sono anche molti anziani che vivono una seconda giovinezza, facilitati nell'incontro, volendo a costo zero. Possono pranzare in compagnia a poca spesa, senza perdere troppo tempo ai fornelli e in più finendo da soli in cucina con il piatto. Già al mattino, prima dell'apertura, sono lì pronti a salutarsi e iniziare la loro giornata. I primi tempi mi chiedevo perchè mai ci andassero così presto, quando magari tu hai fretta di fare compere al volo prima di andare al lavoro. E li trovi lì in coda con il carrello. Ma è solo la voglia di vivere, di sapere che troveranno l'amico, anche solo per leggere il giornale insieme, un caffè e fare due spese. C'è sempre qualcosa in più, anche in un centro commerciale.
metropolitana
Personalmente provo tristezza nei centri commerciali, ma concordo pienamente sulla loro funzione sociale. D'estate p.es. gli anziani soli ed accaldati passano qualche ora in compagnia ed al fresco. Capisco che come osservazione è banalmente trita e rimasticata, ma non voglio demonizzare a priori queste moderne agorà.
Anny ciaoooo!!!!
cremecaramelloA me piacciono i centri commerciali, in un grande spazio trovi tutto senza dover entrare e uscire per i negozi dei centri, magari sotto la pioggia. Chi vuole un angolo tranquillo al suo interno lo trova cmq, poi puoi spaziare dai libri, all'informatica passando per abbigliamento, fiori e quant'altro.Di recente sono stata in uno talmente grande e lussuoso che anche la folla si perde.Trovo piu tristi le piazze e le vie con tutti i portacenere colmi di mozziconi e la gente che di fretta spintona tutti.CC
cremecaramello
orckidiaCome Metropolitana trovo anch'io molti anziani nel centro commerciale della città. Occupano tutte le panchine del piano superiore, tra cavallini elettrici e trenini cantanti. D'inverno si godono il caldo, d'estate il fresco. Triste anche questo, perchè per loro è un risparmio energetico, che alla fine del mese ci devono arrivare con pochi euro. Ogni tanto qcuno penzola la testa e si appisola tra i profumi di pizze e focaccie che sfornano alle loro spalle. Personalmente vado al centro commerciale solo per bisogno, mal sopporto le lunghe file alle casse, e anche l'arembaggio agli scaffali offerte. Quindi vado nelle ore di pranzo o cena. A cinque km da casa ne hanno aperto un altro, tutto all'aperto, con ampi spazi per ogni età. Da fuori ha l'aspetto di una nave, molto bello esteticamente, io ci sono andata solo tre volte, troppo caos. Ma sono circondata, fra un mese finisce il mega cantiere sotto casa, un altro enorme centro commerciale! Per fortuna a 200m da casa ho dei magnifici giardini, mia figlia è cresciuta li, e anche il figlio che nascerà potrà godere di alberi, prati, e giochi all'aperto. :)))
orckidia
orckidiaPS. Matteo ha ragione. Anche qui tutti i bar e ritrovi sono predominio di marocchini filippini ecuadoregni... In una piazza che frequentavo da ragazza ora quasi non puoi passare. Se non trovi gruppi ubriachi che si insultano, ti si accollano strani tizi con richieste di denaro, ed ogni giorno leggi sul giornale di qc inconveniente ai cittadini. Io ci passavo intere giornate, mia figlia quasi non sa che esiste la piazza, se non per starne alla larga!
orckidia
PulcinaUn centro commerciale è anche un posto dove ci sono lunghi e larghissimi corridoi con pavimentazione non sconnessa e ove non arrivano intemperie. Penso ai vecchietti col bastone, ma anche ai meno agée con stampelle... Per reimparare a camminare l'ipermercatone vicino casa è stata una manna! :) Salutone
Pulcina
orckidiaQuindi anche centro... riabilitazione! Pulcina sei un fenomeno! ;)))
orckidia
I am not an Athenian or a Greek, but a citizen of the world - Socrates
M. Flâneur
Ma che ci azzecca??????
Anny ciaoooo!!!!
Mah....noblesse oblige!
manu52
Nontiscordardimeahaahha però l'intervento è carino.. anche se nemmeno io ho capito il nesso.. forse è la globalizzazione? boh? Comunque quando mi sento solo all'estero ...la prima cosa che faccio è rinchiudermi all'Ikea!! Sono tutte uguali e ti fanno, stranamente, sentire a casa. Questo vantaggio una piazza non te lo da!
Nontiscordardime
You'll spot Equadorians, Italians, Moroccans and many others strolling up and down 5th Avenue, Oxford Street and the Avenue des Champs-Élysées. Of course some may prefer the 'ambience' or convenience of shopping malls. Enfin, chacun ses goûts!
M. Flâneur
...chacun SON propre goût...
vronskj
http://fr.bab.la/dictionnaire/francais-anglais/chacun-ses-gouts
M. Flâneur
 
 
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