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10RIGHE
martedì 31 gennaio 2012
UN ROMANZO TRANQUILLO

Scriviamo insieme un romanzo?!
Tranquilla ci dà il la: siamo a Milano, tra la casa di Mario, il gallerista, e il Caffè di Michela. Tutti cercano Eleonora, la bella studentessa innamorata. Davanti al bar c’è sempre Leo, un giovane anziano dagli occhi brillanti che non c’entra niente con l’happy hour.
Tutti possiamo partecipare, intrecciando le nostre 10 (al massimo) righe a quelle di chi ci precede e di chi verrà dopo. Il titolo lo troveremo strada facendo. La Redazione ci guiderà se ci perdiamo. Il romanzo finirà il 31 marzo. Ma Eleonora dov'è?

 

Lina

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Dieci Righe


"Via da qui! Dovete andare via da qui! Avete capito? Sono stanca di voi e dei vostri giochi! Prendete sempre un bicchiere d'acqua, al massimo un caffè... e poi tutto il giorno siete sempre qui! Sempre con queste carte in mano! Non siete un buon spettacolo per il mio locale! Non attirate altra gente! Vi ho sempre ospitati per buona educazione! Ma adesso BASTA! ANDATE VIA DA QUI! Non vi ci voglio più!". Anche se questa invettiva non era rivolta direttamente a lui, Mario è letteralmente fuggito via da li. Non sapeva il perché. Del resto, cosa alquanto rara per un ritardatario cronico, Mario era in anticipo all'appuntamento e così si è rifugiato nel primo luogo che ha reputato tranquillo: la prima chiesa dietro l'angolo.


Eleonora sta varcando rapidamente l'ingresso del Museo di Brera. Desidera fortemente cadere in deliquio (sindrome di Stendhal), davanti al Cristo morto di Mantegna. Mentre sale pensosa l'ampio scalone, già pregusta il vago capogiro, la squisita vertigine di straniamento che questa esperienza le ha tante volte portato. E' il suo anti-veleno per astrarsi dalla banalità..
Anny ciaoooo!!!!
metropolitanaE' esile alta, bella. Capelli lisci, fino alle spalle, biondi e porta sempre nella sacca bianca di tela i suoi acquarelli. Ha una bella mano, disegna bene, certo da qui al Mantegna, ma lei ama l'arte e anche l'opera lirica. Strano per la sua giovanissima età. Fa ancora il Liceo. Un'amica la vede e la saluta, "ciao Ele", ma lei non la sente e va via. E' già entrata in quella dimensione in cui non tutti ti vedono e non vedi tutti…
metropolitana
La ragazza non sa dove sta andando e si ritrova in una soffice piazza. I mattoni della chiesa sono ancora più rossi, spiccano come schegge di un tramonto invernale sul bianco della neve appena caduta. Eleonora, guidata da un nonsoché, si intrufola nella grande Chiesa e si lascia sorprendere dalle note geometriche e dolci di Bach. Si ritova su una panca, seduta di fianco a un distinto signore intabarrato.
Alessandra Mascaretti
Mario, il gallerista, è seduto in chiesa. Eleonora lo chiama Gallery e lo trova uno OK. Gli sorride perché somiglia al suo paparone che la porta alla Scala. “Da grande, quando sarai sposata e felice, apprezzerai quanto importante è l’opera per la tua cultura”. Un brivido buio le passa nella testa, ripensando al padre che la guarda con tenerezza e le dice quelle parole. Non per la lirica, ma è il resto che la scuote “sarai sposata e felice”.
quotidiano
Per la redazione : ma come calcolate le 10 righe? Ho già fatto 2 invii di 6/7 righe ma sono andati persi. C'è modo di recuperare qualcosa? Grazie.
Anny ciaoooo!!!!
Lina Sotis Il gruppo dei giocatori, incalliti, si alza bofonchiando. Il locale è pieno è ogni volta che c'è gente, sono loro a essere presi di mira dalle urla di Michela, la proprietaria. Ormai lo sanno e ci hanno fatto il callo. Si alzano, si salutano e si danno appuntamento l'indomani. " Speriamo ci sia meno gente." dice Gianni, mandando un bacetto allla padrona, tanto sa che è tutta scena.
Lina Sotis
Gianni pensa soprattutto a come giravano bene le carte quel pomeriggio. Poteva prendere un altro caffè così Michela forse urlava mezzora dopo! Era stato come interrompere qualcosa di bello. Nell'uscire vede che un signore non più giovane sta osservando Michela dietro il banco. Ha occhi sorridenti ma sembra che stia studiando i movimenti della padrona. Forse si conoscono.
sintetico
metropolitanaEra proprio lui, Leo, e conosce la Michela da anni, quindi può sgridarla per aver cacciato quei personaggi, forse un po' inquietanti, che giravano attorno al suo caffè. "Hai ragione Leo, ho sbagliato, ma a volte non se ne può più, però hai ragione tu c'è spazio per tutti al mondo". Mario arriva infreddolito dalla chiesa, entra nel Caffè forse per un giro di carte...
metropolitana
Mario guarda Leo e senza un saluto gli chiede: "Sa qualcosa di Eleonora, quella ragazza esile, quella che fa disegni delicati come lei. Viene sempre al bar col suo ragazzo cantautore, mi pare che lui si chiami Gil. L'ho appena incontrata in Chiesa e c'era qualcosa di incomprensibile in lei. Era lì, ma forse non c'era”. Leo si passa la mano sulla barba brizzolata, pensa ad alta voce: "Dov'è andata Eleonora?"
quotidiano
MESSAGGIO REDAZIONALE Anny ciaoooo!!!, abbiamo sottoposto ai tecnici il tuo problema, e stiamo aspettando una risposta. Intanto, se vuoi, manda il testo a aletranquilla@gmail.com, e proviamo a postarlo noi.
La Redazione
Leo e Mario si conoscono, da sempre. Da sempre si rispettano, si inseguono, si sfidano, si interrogano. Hanno uno sguardo complementare sul mondo. A volte sono complici, a volte avversari. A volte fanno perfino finta di ignorarsi, ma non ci crede nessuno.
Carlina1903
gian.zQuella frase di Gil,”devo riflettere,non sono pronto per una storia ora devo pensare alla mia musica”Per lei non c era posto,e se ne era andato.Aveva bisogno di stare sola di ritrovare se stessa.I passi lenti,il viso basso,lo sguardo smarrito.Poi il solito bar,le solite voci,no,oggi non aveva voglia di vedere nessuno.Mai avrebbe immaginato che il chiedere qualcosa di caldo avrebbe suscitato l attenzione,forse quei disegni,caduti dalla sacca,come sfuggiti anch essi dalla realtà, da lei,quei visi, quei tratti dolcissimi Quei gesti impacciati nel cercare di raccoglierli .Non un sorriso,solo “scusate,grazie" ed era uscita lasciando tutti così “Aspetta ti aiuto“le aveva detto Michela,che aveva colto il malessere della ragazza ,e si era innervosita. Nessuno aveva più voglia di giocare-
gian.z
Si Gil se era andato e adesso forse l'aspettava davvero quel “Da grande, quando sarai sposata e felice..." detto da suo padre. Ma senza Gil. Le note di quella canzone che le aveva dedicato le facevano male. Che fare? Certamente come lui aveva fatto per la musica, così lei doveva diventare un artista... oh cielo, forse sposata e felice... Nel suo ultimo acquarello aveva disegnato molte, veramente molte volte un pugnale, un coltello, qualcosa del genere. Poi nessuno l'aveva più vista.
quotidiano
E così si isolava nello spleen di un contatto con un altrove mediato dall'arte. Eccola lì, in trance, davanti al "suo" Mantegna. Ecco che giungeva a lei, attraverso gli occhi sgranati, la vertigine emotiva che la allontanava dal reale con la sua pesantezza, sospingendola in una nebbia ovattata e protettrice come un grembo.
Anny ciaoooo!!!!
metropolitanaIn un angolo, vicino al Mantegna, Eleonora pensava a questa magica sensazione che la mandava lontano. A ben pensarci, poteva essere solo l'effetto di quella meravigliosa prospettiva, così forzata, in grado di alterare anche la sua percezione della realtà. Si trattava di una "prospettiva", uno sguardo sul futuro. Le sembrava di averlo visto questo benedetto futuro, almeno qualche frammento, anzi molti frammenti. Proprio lì davanti al Cristo Morto, uno scorcio sensazionale. Sentiva ancora le parole del padre.
metropolitana
Mario chiuse la porta della galleria. Le ombre delle sculture che restavano una volta spente le luci di esposizione,lo facevano sempre rabbrividire. C'era qualcosa di lugubre in quelle forme stilizzate ed esasperate,e la visita di uno strano cliente che lo aveva occupato nel tardo pomeriggio,ora gli suonava come una minaccia recondita. Nome straniero,accento straniero non convincente, un colloquio concitato tenuto al telefono in una lingua dell'est,tutto questo gli dava una inconsueta velocità,mentre anche l'edicola di fronte,solitamente ancora aperta, lo aveva privato anzitempo della luce necessaria a serrare con sicurezza il lucchetto. Fu allora che sentì la presenza alla sue spalle. Si era avvicinato senza rumore, poteva vederne solo l'ombra proiettata sul vetro. "Lei è Mario,vero?"
vronskj
"Mario il gallerista o Mario il pugile?". Quella voce. Era come ritornare a un'altra vita. La palestra di periferia piena di fumo,i ragazzi che arrivavano stanchi dal lavoro per allenarsi. E Mario,quel Mario, che scappava dal negozio del padre per andare a tirare di boxe,perché glielo avevano detto,lui era una speranza,lì all'Invicta.Fu come vedersi passare 30 anni davanti agli occhi,ma fu un sogno breve. Un fendente dato da una mano esperta lo stese sul marciapiede. Non sentiva,non vedeva più niente. Solo un ronzio nel cervello e davanti agli occhi una nebbia rossa. La voce sotto quel ronzio,tranquilla,diceva qualcosa che non riusciva a capire. Sentì solo un nome,Laura. Poi più niente.
manu52
Non poteva finire così, proprio adesso che era a un passo dalla verità, dopo tanti anni in cui non aveva mai smesso di indagare, di capire cos'era capitato quel terribile giorno e perchè. Mentre Mario perdeva conoscenza, Laura si era avvicinata a lui. Come spesso succede, queste tragedie sono il gesto folle di chi conosci bene. Mario a terra, i suoni e le voci si allontanavano e ancora un tagliente ricordo di quel dolce volto gentile, perduto per sempre in un tempo lontano. Per mano di chi? Gli era persino sembrato che il cellulare tra le sue mani squillasse.
quotidiano
gian.zEra vero?Si era sentito scivolar via ,Si accorse vagamente di cosa era capitato. Era come se la sua mente o meglio la sua volontà, fosse una mosca imprigionata in una cera molle. Fluttuò lievemente nel tentativo di reagire , ma invano.Senti’lontana una voce che diceva “svegliati, Mario svegliati” Aprì gli occhi e vide di fronte a se Eleonora che lo osservava attonita, Sbatte’ le palpebre e disse”cosa ho fatto? Sono svenuto?La fissò un momento poi si alzò a sedere.
gian.z
Eleonora, tornata in sè dalla sua sindrome..si accoccolava materna su Mario sostenendogli il capo con una mano, mentre una lunga ciocca dei suoi capelli sfiorava il grosso naso, pesto e sanguinante. Questo tocco leggero e solleticante, pregno del profumo di lei, era l'ancora che lo aveva riportato in sè dallo stordimento. "Laura, disse, ancora tu? Ma non dovevamo vederci più?"
Anny ciaoooo!!!!
gian.z, Beatrice sorrise un attimo.. e disse "no..Mario quella è una canzone di Battisti...Sono Beatrice non mi riconosci..? oddio che botta, ti è caduta la saracinesca sul naso mentre chiudevi ? è tutto aperto..."Mario ebbe un sussulto."come aperto ? Laur..ehm Beatrice, no, avevo chiuso..che mi abbiano rubato qualcosa? Dannazione e barcollando si precipitò all interno della galleria.Nella penombra si accorse subito della cornice mancante , la più ammirata , non la più preziosa per fortuna.Ma significante, un ritratto di una donna seduta ,un viso inquietante,spettrale,su sfondo nero , scomparsa molti anni prima e mai ritrovata "perchè lei"si chiese Mario"perchè"
gian.z
gian.zScusate Eleonora non Beatrice..ho sbagliato è tardi ho sonno!
gian.z
metropolitanaMario straparlava e stravedeva, citava nomi a caso, aveva visto persino un sassofonista magro che suonava “Round Midnight”. La botta era bella tosta, sulla sua testa di vecchio gallerista. Di una cosa era certo che aveva rivisto Eleonora in quella “realtà elastica” che aveva appena attraversato, ondeggiando tra il passato e il futuro, tra “date” che si accavallavano, che spingevano la sua percezione oltre la forzatura del “qui e ora”. “Ora occupiamoci del ritratto rubato” gli stava chiedendo il poliziotto. “Lo descriva bene: donna scomparsa molti anni fa, e l’autore?”. Questo Mario, anche se “suonato”, lo ricordava bene: “Gil un musicista giovane e innamorato, ma insicuro, aveva fatto questo “Ritratto di donna oltre gli inganni del tempo”.
metropolitana
Il ritratto l'aveva fatto Gil, il cantautore che aveva lasciato Eleonora per non avere legami soffocanti, ma quando poi aveva saputo di lei, così persa nel nulla, non si era dato pace, l’aveva cercata sempre. Si era messo anche a dipingere e, proprio con quel quadro, aveva sperato di rivivere il legame con la piccola Eleonora, esile e delicata. Mario parlava e cercava di concentrarsi su ogni cosa: “Sa, commissario, che chi viene a contatto con quel quadro, con quella storia, ne rimane coinvolto”. “Non sono commissario, ma coinvolto come?” “Entra nella storia, ne esce, diventa autore, protagonista, giovane, vecchio”.
angelino
I ricordi riaffiorarono. Era come avere aperto un cassetto lasciato chiuso per anni. Era come aver trovato qualcosa cercando dell' altro,e soprattuto quel nome,Laura. Era lei la donna del ritratto,la ragazza di quel tempo passato nella palestra del pugilato,dei suoi primi combattimenti e delle prime vittorie. Laura,timidamente,quasi di nascosto,lo veniva a vedere sul ring,lo incoraggiava. Lei così apparentemente lontana da quegli ambienti,così altera,la 'signorina' come la chiamava la mamma di Mario. La figlia del conte che abitava al secondo piano,che scendeva svelta alla mattina per correre all'università, che rientrava sempre presto,che nascondeva un segreto che solo Mario conosceva e che non avrebbe mai rivelato a nessuno. Laura e il ragazzo che stava al mezzanino. Cosa c'era fra loro?
manu52
gian.zQuella notte Mario non riusciva a prender sonno,le immagini correvano nella sua testa,Laura,Gil,Eleonora,Michela,la polizia,così vicine che sembravano reali.Si alzò,si avvicinò alla finestra,nella strada,la nebbia,un lampione,spossato si lasciò andare sulla poltrona Di nuovo come la notte prima un ronzio ignoto nella sua testa.Poi bruscamente le immagini,i rumori si fermarono.Non si rese conto se era sveglio.Nella semioscurità della stanza, mobili neri,quadri.Sbarrò gli occhi e rimase impietrito,su uno di questi,la vide, illuminata dalla luce del fanale, era il ritratto rubato, Laura. La figura,sembrava indietreggiare,tendendo una mano come a chiamarlo.Rimase così terrorizzato,incapace di reagire,guardando nel vuoto, poi l immagine sparì.Mantenne il segreto per alcuni giorni poi..
gian.z
Lina SotisSeduto al suo, solito, tavolo Leo chiese a Michela: "Il solito, grazie. Ma di solito quella sera nel bar di Brera non c'era niente. Leo pensò: "Vedrai che adesso scoppia il casino. Questa storia di Mario non poteva durare troppo. La questura già lo indagava: per il passato, per il presente." Era talmente nervoso che uscì dal bar e si accese una sigaretta. Pioveva, poco.
Lina Sotis
FACCIAMO IL PUNTO: Eleonora è una giovane studentessa di belle arti. Ama il Mantegna, soffre d'amore per il fidanzato Gil, che l'ha lasciata, freme ancora alle parole del padre che le prospetta un futuro felice. Mario è un gallerista con un passato non chiaro e un presente poco pulito. Nella sua giovinezza, una palestra di pugliato e una donna, l'aristocratica Laura, scomparsa da tanto tempo.
La Redazione
Una sera, questo passato torna ad aggredirlo con un esperto fendente: mentre cade a terra e perde conoscenza, Laura ed Eleonora si sovrappongono davanti ai suoi occhi intrecciando tempi e dimensioni diverse. Fulcro della vicenda diventa il ritratto di donna (Laura? Eleonora?) dipinto da Gil che viene rubato a Mario, non si sa da chi, non si sa perché. Leo, che conosce Mario da sempre, sembra saperne di più ed è preoccupato. QUI COMINCIA IL SECONDO CAPITOLO!
La Redazione
gian.z..”Che fai qui fuori” gli chiese Mario,” entriamo, devo parlarti mi è successa una cosa strana”, dopo ever salutato si sedettero di fronte , Michela se ne restò in disparte ma non troppo ”ecco,Leo ora lo sai anche tu,e so anche che non sei d’accordo, che è pericoloso perche’ credono che fossi in qualche modo coinvolto, ma devo cercare Laura, non riesco a perdonarmi di averci rinunciato per tanto tempo, di aver ceduto alle minacce non importa se qualcuno non vuole,Non riesco a guardare Eleonora senza pensare a lei e ogni volta che entra in galleria,fissava i quadro per minuti ..sono identiche ti dico. ora devo capire come è sparita e anche quel quadro..”- e chissà Gil,- pensò- il suo dipinto,era tratto da una foto antica, forse quella ce l ha ancora-se non l ha data alla polizia….
gian.z
Davanti ad una bella birra fresca e schiumosa, la lingua di Leo si sciolse immediatamente, prima per inghittirne una sorsata che gli lasciò un buffo baffo di spuma sulle labbra, e poi per proporre ammiccando : "Ce l'ho io un buon "rigattiere" giù ai Navigli, un bell'avanzo di galera che nel suo cantinone "custodisce" le opere che prendono il volo dal legittimo proprietario e, guarda caso atterrano spesso lì da lui. Il nome non lo so, tutti lo chiamano Manina. Potrei fare in giro da lui, che te ne pare?"
Anny ciaoooo!!!!
gian.zIl mattino dopo Mario,vide Eleonora,con la sua cartella ,davanti alla vetrina.Gli sorrise,fece cenno di entrare.”come va oggi?"chiese lei.”insomma,il quadro di Gil"rispose,ma vedrai,forse Leo ha amici nelle alte sfere, anzi basse,insomma le ha .Senti,aggiunse,”mi staresti qui dieci minuti,vado al bar,un caffè,”Certo,sì" rispose Eleonora "non rubo nulla” scherzò.Tornò dopo un po. "Venduto niente"?chiese subito”No rispose lei,solo mio padre,ha chiesto cosa facessi qui,un po seccato.no, venduto no,solo uno scambio,un ritratto.Mario per un attimo si fece serio poi risero”Vai grazie”.Lei lo salutò e uscì in fretta.Si accorse subito del perché quella battuta,Eleonora aveva appeso nel posto vuoto.Un volto di donna fatto a matita con tratti rapidi,sicuri,molto bello .Eh benedetta ragazza.- pensò..
gian.z
Il bel volto, simile a quello del quadro rubato, era elegantemente appoggiato alla mano sinistra, che mostrava un anello. Il ritratto, per la sua preziosità nel tratto della matita, sicura e veloce, poteva sembrare un’opera di Ingres. Solo un viso, la mano e l’anello, quasi incisi sul foglio, erano descritti mentre il resto era solo accennato, come a non voler datare il disegno. Lo sguardo sembrava dire: “Adesso hai capito?”. L’anello, all’anulare, poteva essere una fede, o anche no.
quotidiano
metropolitanaLeo si stava avvicinando furtivamente a Mario, proprio all'angolo di via Brera: "Tieni, con questo vai da Manina" e, accostando le labbra all'orecchio del vecchio gallerista, deve avergli sussurrato l'indirizzo. Mentre Leo spariva nella nebbia di quella fredda mattina lombarda, Mario allungava uno sguardo al biglietto. Presentarsi presso Ufficio Informazioni bisestile “29 febbraio”. A quel punto la curiosità aumentava e si era messo a leggere anche la richiesta di Leo a Manina: “Pregasi conferire dettagliate informazioni al latore della presente” firmato OLE’. Accidenti come andrà a finire, si chiedeva Mario e, visto che era“il latore della presente,” sentiva l’urgenza di una sambuca con la mosca prima di muoversi.
metropolitana
NontiscordardimeIn realtà di sambuca ne bevve due e ne avrebbe chiesta una terza se Michela non l'avesse guardato con astio dicendogli:"Ti sembra questo il modo di risolvere un problema? Và a casa!". Mario era troppo debole per controbattere e, prima di andare da Manina, passò da casa dove prelevò una "vecchia compagna" : una vecchia beretta appartenuta a sua nonno e mai dichiarata. Così si sarebbe sentito più sicuro. L'idea di incontrare Manina davvero lo innervosiva e non voleva altri scherzi.
Nontiscordardime
Il buio della sera e quel tanto di nebbia gli rendevano le cose più facili, era come camminare nell'irrealtà, non poteva succedere niente di male. Verso viale Gorizia, al semaforo, qualcuno gli si era avvicinato e, femo al rosso come lui, guardando dritto davanti e mai verso di lui stava emettendeo delle parole, non molto chiare: "latore della presente?". Mario spaventato si stava girando, ma Manina subito aveva incalzato "zitto e seguimi". In realtà Manina era poco più che un ladro di polli, ma sapeva tutto di tutti e anche quello che loro stessi avevano scordato.
quotidiano
Lo avevano chiamato così per via di quella protesi coperta da un guanto nero che portava con sè, come tutto quello che riguardava Gualtiero, un numero imprecisato di leggende. La mano era saltata via,diceva lui,come se parlasse di un tappo di champagne,durante una missione in montagna. Ma Manina era stato spia dei fascisti,dei tedeschi,di chi gli allungava più favori. No,la mano la perse sotto un tram,dopo l'armistizio,dicevano altri. In realtà la mano di Gualtiero aveva subito un destino assai meno eroico ma non meno atroce.Il suo proprietario,che negava recisamente di aver mai lavorato in vita sua, l'avava lasciata sotto una pressa,quando era operaio all'Alfa Romeo. Altri tempi,quasi in odore di onestà,che Gualtiero ricordava con fastidio,fiero dell'aura fumosa che si portava addosso.
manu52
NontiscordardimeDel resto Gualtiero amava molto mostrare quel suo aspetto rude marcato da una mano finta ricoperta di freddo velluto nero. Però... sotto sotto... aveva un segreto incofessabile: amava indossare lingerie da donna, lo faceva sentire sicuro di se, gli piaceva così come gli piacevano le donne. Forse anche troppo. Forse per questo aveva qualcosa di loro sempre con se. Preferiva la lingerie di raso rosso, lo stesso colore di smalto che amava mettere sulle unghie della sua mano di legno. Chi avrebbe mai potuto scoprire il suo inconfessabile segreto?
Nontiscordardime
Pulcina"Dettagliate informazioni" sogghigno. "Sicuro di volerle, le DETTAGLIATE INFORMAZIONI"? Il sorriso di Manina è sempre più crudele. "Pagherai cara la tua curiosità, visto che dopo... dovrò assicurarmi il tuo silenzio". Cari lettori, penserete: ecco che ora Mario si avvarrà della "fida compagna"... ma avete sottovalutato Manina, così chiamato non solo per l'arto artificiale, ma per la sveltezza delle sue dita... proprio quella rivoltella è ora puntata contro il suo terrorizzato proprietario!
Pulcina
Mario si guardò attorno,cercando con gli occhi una via di scampo o qualcuno a cui appellarsi. La nebbia si era fatta più fitta e le case basse della periferia sembravano disabitate. Sentì alle sue spalle un cigolio breve e si voltò circospetto immaginandosi di vedere alle sue spalle il ghigno di Manina che gli puntava la pistola attraverso la tasca del cappotto. Manina era scomparso. Seguendo un lontano brusio di parole,si affacciò ad un vecchio portone rimasto accostato appena in tempo per vederlo parlare con qualcuno all'interno del vano che doveva essere stato la portineria. Un attimo di incertezza,un grido soffocato e Gualtiero cadde a terra,davanti ai suoi occhi senza che Mario potesse fare niente. Balzò all'interno del portone e aprì d'impulso l'anta a vetri della portineria,vuota.
vronskj
Pulcina"Caro Mario, sarai forzuto (o le eri?) ma sei un po... come dire... distratto". La voce è suadente, quasi carezzevole, ma il nostro sente un brivido gelato lungo la schiena... e in questo è aiutato dalla canna di una pistola, che gli viene puntata alla nuca. "Prima di dire che un posto è vuoto devi guardare bene, caro" continua la voce "le apparenze, a volte, ingannano". "A proposito, Manina, ok, sei un ottimo attore, scusa se non ti applaudo ma sono occupato, poi tira su le ossa e mani, pardon, mano in alto!"
Pulcina
Quell'accenno al suo passato di pugile,fece balenare per un attimo nella mente di Mario di sorprendere lo sconosciuto con un cazzotto dei suoi,ma si trattenne.Voleva prima vedere con chi aveva a che fare,soprattutto con quante persone:lo sconosciuto poteva non essere solo.Si volse lentamente,le mani in aria,aguzzando gli occhi nella semioscurità.L'uomo che gli aveva parlato,fra bavero alzato,cappello e sciarpa sulla bocca non era riconoscibile. Ma alle sua spalle,gli inconfondibili occhi blu,stravolti,pesti e rossi,erano quelli di Eleonora.Cercava di schiacciarsi contro la parete,di sparire,ma incrociando lo sguardo di Mario preferì parlare per prima. "Vedi di non rompere con i predicozzi,eh? Stasera non è aria.Levatevi dai c...,tu e quall'altro imb..lle! Ma proprio qui dovevate capitare?"
manu52
Pulcina"Eleonora" di nuovo la voce suadente e contemporaneamente crudele "qualcuno ha chiesto per caso il tuo parere?" "Caro Mario, hai mai sentito parlare di pena del contrappasso? ficchi il naso dappertutto cercando informazioni... e ora SARAI TU A FORNIRLE A ME. Sì, sì, sono sicuro che faremo una bella e piacevole chiacchierata" risatina "intendo PIACEVOLE PER ME, per quanto mi riguarda ho qualche dubbio. Manina, spicciati con quelle manette, quanto a te, Ele, vedi di fare quel che consigliavi ai tuoi amichetti... lo spettacolo potrebbe non essere adatto a una sensibile fanciulla, sai com'è"
Pulcina
PulcinaErrata corrige. "Per quanto TI riguarda ho qualche dubbio"
Pulcina
E' VENUTO DI NUOVO IL MOMENTO DI FARE IL PUNTO, PER CHIUDERE IL SECONDO CAPITOLO E APRIRE IL TERZO. Mario, ossessionato dalla scomparsa di Laura e dalla sua somiglianza con Eleonora, si confida con Leo. La soluzione potrebbe stare nel ritratto rubato, che Gil ha tratto da una antica fotografia. Leo manda Mario da Manina, un vecchio malavitoso di periferia, lo sguardo rude, la mano monca inguantata nel velluto, e una oscura passione per la lingerie femminile. Avvolti dalla nebbia, all'auspicato scambio di informazioni si sostituisce presto uno scontro di pistole: la Beretta di Mario ha la peggio sulla pistola di Manina, dietro cui però si staglia la voce suadente e crudele di un terzo uomo sconosciuto. Alle sue spalle, brilla nel buio lo sguardo stravolto e complice di Eleonora.
La Redazione
"Basta" sibila Eleonora rivolta a Mario, accarezzando lascivamente la bella testa glabra dello sconosciuto,"basta rovinarmi la vita con la tua passione malata. Non sono Laura, anzi non so neppure chi sia questa Laura. Voglio rovinarmela da sola la mia vita. Voglio stordirmi di sostanze e di sesso senza nessun padre putativo a farmi da guardiano." "Tu non sai quello che dici piccola, sussurra Mario con la voce strozzata, "io per te ci sono e ci sarò sempre. Sei tu la mia parte migliore." "Taci pezzo di me..a e tornatene nei quartieri alti.."
Anny ciaoooo!!!!
Pulcina"Ma che tenerezza, quasi quasi mi commuovo" la voce, sempre suadente, è ora beffarda. "Se avete finito, cari piccioncini... avrei un argomente più interessante di cui chiacchierare col nostro amico...". Mario nel frattempo è stato immobilizzato da Manina, il quale si prepara a godersi lo spettacolo... non gli capitano da un pezzo occasioni come questa e non se la vuol proprio perdere. Manina è nello stesso tempo crudele e codardo, qui può limitarsi ad assistere, o anche a collaborare, ma non deve necessariamente prendere iniziative... può farlo semmai seguendo l'estro del momento... e la vittima non può fargliela pagare né ora né in seguito... perché per Mario NON CI SARA' un seguito a quell'esperienza...
Pulcina
La giovane testa matta di Eleonora non sapeva niente. Mario cercava sempre di proteggerla, come un padre. Anzi lui era certo di essere suo padre, perchè Eleonora, secondo lui, era nata dalla sua relazione con Laura. Laura che aveva scelto di sposare un uomo ricco e con una professione di tutto rispetto. Un medico affermato. Non come lui, gallerista pasticcione e di scadente origine. Fu proprio quel grande medico, che Laura aveva tanto voluto, a dare inizio a una catena di disastri.
quotidiano
PulcinaIl cervello di Mario è un turbinio di emozioni e pensieri che si accavallano. Da un lato cerca disperatamente di concentrarsi su qualcosa che non sia la disperata situazione presente... dire che sia spaventato, anzi, atterrito, è un eufemismo. Sa bene di cosa può essere capace Manina, perfetto esecutore che spesso "ci mette del suo"... Manina che ama raccontare anedottoti raccapriccianti, purché sia assolutamente certo di non poter subure ritorsioni... Forse però sarebbe meglio far mente locale a quanto al Calvo preme tanto sapere. La vita di Mario, specialmente il, chiamiamolo così, "passato remoto", non è proprio quel che si dice uno specchio. Ce ne sono un bel po', di scheletri nell'armadio... alcuni coinvolgono altre persone, Mario non è un santo ma non un traditore!
Pulcina
metropolitanaIn una mattina tiepida e piena di serenità, Laura si stava pettinando i suoi capelli lisci, biondi. Il "grande medico" era entrato lentamente nella stanza. Lei si era leggermente voltata: "Tesoro, sei tu?". Il "grande medico" aveva afferrato il coltello e l'aveva colpita tante volte quante la sua gelosia poteva. Il corpo a terra insanguinato e aveva chiamato il cugino al telefono. "Aiutami, l'ho uccisa, aiutami". E quello era corso lì, con la sua "mano monca", a far sparire le tracce, poi era sparito anche lui. "La moglie di un noto professionista trovata accoltellata nella sua casa, il marito disperato, abbracciato alla figlia di pochi mesi, chiede che sia fatta chiarezza e subito..."
metropolitana
PulcinaMario ci ha messo anni a ricostruire l'accaduto ... il Professore e le sue frequantazioni... "LA cuginetta" la chiamava, che lo faceva impazzire, indossando quella lingerie di seta che lui, l'integerrimo guru della medicina, le procurava... o anche quella robaccia da sex shop, così trasgressiva... "Ma che vuol sapere il bast...?" pensa disperatamente Mario "perché da me, perché con l'aiuto di Manina? No, non ha senso". L'unica via di scampo, o di prender tempo è lasciargli condurre il gioco, lasciargli fare la "prima donna"... quasi comica, l'espressione, dato il contesto
Pulcina
Carlo MazzoniEleonora si ferma davanti al quadro di Mantegna con un sussulto. Ha studiato questo dipinto quante volte ormai, nella sua vita, innumerevoli - eppure, sempre, lo stesso sussulto. Una sincope di imbarazzo e di inadeguatezza - come se non fosse lecito, a lei o a altri, osservare quell'attimo di nudità e morte. All'improvviso, come se qualcuno le avesse dato un doloroso pizzico alla guancia, Eleonora nota una dettaglio anomalo - per no dire assurdo: il quadro del Mantegna è storto. Inclinato, come se qualcuno lo avesse mosso, spostato. Eleonora si perde in un senso di inquietudine, un attimo prima di accorgersi che il i pinto non soltanto è stato manomesso.
Carlo Mazzoni
..ma addirittura reca, nell'angolo in basso a destra di chi guarda, un post-it con una frase arcana : ricevimi, donami, donandomi mi otterrai di nuovo. Eleonora stacca il biglietto perchè sente che è destinato a lei. Lo appallottola fra le mani e se lo caccia in tasca, come una ladra. Frettolosamente guadagna l'uscita e quasi va a sbattere nell'alta figura di Max, il pusher di zona che la scruta nel profondo degli occhi con le sue iridi puntute di un verde trasparente, inquietanti come lo sguardo di un serpente.
Anny ciaoooo!!!!
Nontiscordardime...un attimo.. ma se Eleonora prima era in un'altra scena... come fa adesso ad essere di fronte ad un quadro? E a Mario, Manina e compagnia bella allora che è successo?
Nontiscordardime
Nontiscordardimese serve e vi va.. li faccio morire tutti subito.. :) che ne so.. Mario tenta di sottrarre la pistola al Manina che lo aveva legato male (e te credo.. con una mano sola non è facile fare un nodo per immobilizzare qualcuno..men che meno usare le manette) Insomma non ci riesce e Manina spara solo che il colpo prende l'altro maniaco e lo fa fuori subito. Quell'altro cadendo si appende ad una catena che sostiene un carico di mattoni che cade su manina e lo schiaccia..e manina, morendo schiacciato come una frittella alle mele, spara ancora e finalmente ammazza Mario il gallerista. Ah.. scusa metro ma Laura, a meno che non facesse la parrucchiera, che capelli vuoi che stesse pettinando prima di passar a miglio vita? Grazie per avermela fatta morire subito.. il saperlo mi rilassa.
Nontiscordardime
PulcinaEleonora si riscuote, quel post-it l'ha come ipnotizzata. La sua fantasia lavora, lavora... aiutata da quella "roba", di cui ormai non può più fare a meno, che le permette di "vedere" due "realtà" nello stesso momento... le era sembrato così... vero... la colluttazione tra Mario e Manina, lo sparo, e tutti e tre a terra, privi di vita, in un lago di sangue... Ma che ci fa in tutto questo Max? Anche Mario vorrebbe perdersi in una fantasia, trovarsi lontano da quei due aguzzini... che vorranno sapere da lui?
Pulcina
Qui in redazione siamo poco tranquilli: chi è il Calvo? E' la voce suadente? Cosa c'entra con il marito di Laura? Nonty, grazie, ci hai dato allegria! Ma son tutti morti o tutti drogati? Apriamo le danze del TERZO CAPITOLO.
La Redazione
PulcinaRisposta (per quel che posso e mi compete) alla Redazione. Il Calvo è la voce suadente. Non ho idea di cosa c'entri col marito di Laura (quando ho introdotto la voce suadente, sinceramente non pensavo a un nuovo personaggio, la storia si è evoluta così col contributo di altri autori). Non so quale sia il segreto di Mario (poverino, l'ho messo in questa bruttissima situazione proprio per scoprirlo). L'unica drogata, a quanto mi consta, è Eleonora, che ha avuto un'allucinazione in cui le sembrava morissero vari personaggi (vivi e vegeti, anche se Mario non lo invidio proprio).
Pulcina
Grazie, Pulcina, di tenere in mano la situazione. Diamo dunque inizio al terzo capitolo. Eleonora soffre. Soffre per il Mantegna, perché è storto, perché è inquietante, perché forse non è quello autentico, ma neppure quello falso che lei conosce. Soffre per sua madre, che è morta prima che lei la potesse conoscere, per mano sconosciuta. Soffre per suo padre, perché non sa chi sia: il primario conformista che non ha retto alla morte della moglie? O un amante ignoto che si è dato alla macchia? Soffre per il fidanzato Gil e per il ritratto rubato. Soffre per quel vecchio spelacchiato Mario che le sta sempre addosso non si sa perché e ora è in mano al Calvo e a Manina, usciti fuori a sorpresa da un noir scritto male. Per fortuna nella sua vita è arrivato Leo.
La Redazione
Ronf...ronf...
Anny ciaoooo!!!!
.....tutti in cammino verso Santiago ....?
vronskj
gian.zEra avvenuto tutto in pochi attimi.la distrazione dei carcerieri esausti,la penombra, il rumore del vento...Mario era sgusciato fuori , al chiaro di luna, ora correva tra i campi , per prendere un margine di sicurezza, di distanza per non essere rintracciato, di nuovo segregato. Per che cosa non sapeva, non certo per il tentativo di ritornare in possesso del quadro rubatogli.No ,voleva capire ma non adesso, ora,contava solo sparire per un po.Dove andare? Non certo a casa ,il retrobottega della galleria gli parve il posto più sicuro.Lì protetto dall antifurto, e dalle serrande sarebbe rimasto nascosto. Da lì sarebbe ripartito.
gian.z
O almeno così sperava: "sì viaggiare, evitando le buche più dure.." Ansimante, il vecchio cuore martellante nel petto, Mario si chiude alle spalle la pesante porta blindata del suo retrobottega, il luogo più sicuro, il forziere che contiene tutti i tesori d'arte da lui raccolti nel corso di una vita, la sua grotta di Alì Babà. Stremato si butta su di un giaciglio ma i battiti si fanno sempre più spasmodici, il fiato corto diventa quasi un rantolo, il buio dilaga nei suoi occhi sempre più vitrei, la vita fugge rapida dalle sue labbra semi-aperte che biascicano : "Eleonora, figlia mia..." La morte lo abbraccia in silenzio.
Anny ciaoooo!!!!
gian.zMario riaprì gli occhi lentamente, le immagini si fecero nitide , sdraiato , a letto,soffitti bianchi , neon.Quattro volti sopra di lui lo scrutavano ,e sorridevano.Buon segno, penso' mentre dolorosamente si tastava la testa.Riconobbe Michela e Leo, poi due camici bianchi , medici e ..un agente?Finalmente gli sussurrò Michela "son due giorni che dormi dall operazione, ma com è stato...meno male che ti ho visto barcollare mentre entravi in galleria e ti richiudevi dentro,e sono corsa..."piano", basta domande" sussurarono quasi simultaneamente il medico e l agente."lasciatelo riprendere facciamo entrare gli altri ora..Eleonora entrò incerta,stanca in viso, gli occhi rossi, Gil subito dietro ecco il "cristo morto" sorrise come stai ?disse..
gian.z
"Ma così non vale..." dice Mario prima di ripiombare nell'agognata agonia...
Anny ciaoooo!!!!
gian.z.."fate in fretta" invitò l infermiera , ci sono altri due fuori in attesa."Due? e chi..."fece in tempo a dire Mario, che nella stanza entrarono Manina, il "Medico" marito di laura , ma non sorridevano, Manina estrasse dalla giacca una pistola, la puntò su Mario per far fuoco." No! perchè" gridò Eleonora e fece per mettersi tra loro quando entrarono di corsa Leo e l agente di guardia.La porta colpì al braccio il Manina,un istante prima che partissero i due colpi che furono deviati.Ne segui una violenta colluttazione, altri due colpi. poi il caos, un fuggi fuggi generale...quasi.Sangue ovunque in terra rimasero feriti più o meno gravemente in quattro,stesi in terra.
gian.z
NontiscordardimeE fu così che Suor Serena entrando e vedendo la scena ..urlò.. "AVEVO APPENA FINITO DI LAVARE IL PAVIMENTO!! ORA CHI PULIRA'!" Suor Serena, al contrario del suo nome, era alquanto nervosetta e avrebbe ucciso per molto meno. Fu così che rincorse il Calvo ed Eleonora che zoppicando gli si attaccava al toupè posticcio e li finì a scopate in capa mentre cercavano di fuggire col montacarichi che, puntualmente, non andava come ogni cosa in quell'ospedale. Poi rientrò in camera e vide Mario agonizzante e, per il dispiacere, finì pure lui a colpi di pappagallo in testa.
Nontiscordardime
NontiscordardimeMa il pappagallo era pieno e così schizzi di sangue e quant'altro ovunque. Allora, presa dallo sconforto si lanciò nel vuoto finendo trafitta su una discarica di aghi arruginiti dove si stava esercitando il fachiro e rovinandogli l'ultimo strumento di esercizio. Sulla sua lapide, alla fine, scrissero: "Qui riposa in Pace Suor Serena, pungente in vita e punta sul punto di morte. Finalmente Tranquilla".
Nontiscordardime
gian.zFurono istanti terribili,.Reparto presidiato,si susseguivano notizie, interrogatori,polizia ,medici,giornalisti. Tutti correvano. Gli aggressori ,Il manina e il "Grande medico" avevano avuto la peggio , poi ancora mario ed Eleorora investiti da una vetrata . Manina era stato trovato in possesso di un anello, un agente lo mostrò a Mario il quale lo riconobbe subito come quello donato a Laura molti anni prima, Da qui le accuse per l omicidio ai due , la confessione ,il piantonamento . Poi le condizioni del "medico" peggiorarono e lo portarono alla morte.Eleonora era rimasta dinuovo sola.Gil era ripartito per tornare ai concerti in un momento così difficile e questo fu determinante per il loro rapporto.Mario rimase accanto a lei a consolarla.Facevano lunghe passeggiate tenendosi sottobraccio
gian.z
gian.z "tieni , vorrei che lo portassi tu questo, Lei avrebbe voluto così, te lo avrebbe lasciato comunque" disse mario ad Eleonora porgendogli l anello ritrovato,"lo donai a Laura come promessa di non perdersi mai"C è la data incisa,vedi è anche l anno della tua nascita ". Eleonora lo guardò a lungo poi disse "no dai è troppo importante per te" ma Mario lo fece scivolare nella tasca di lei.Eleonora lo riprese assieme ad un post it appallottolato. quello trovato sulla tela del Mantegna..".donami, donandomi mi otterrai dinuovo..." e così era stato, pensò "..vero..va bene, sono commossa" riuscì a dire."Furono interrotti dall infermiera “.Mario ..il prelievo? “”di nuovo?” disse lui “non trovo la provetta.. su sia bravo “ La mattina dopo Eleonora fu dimessa..per un giorno non si sentirono..
gian.z
Nontiscordardimee poi ci fu un terremoto che provocò un fortissimo tsunami che si abbattè su una centrale nucleare (toh.. questa l'ho già sentita...) che scoppiò facendo uscire la terra fuori della sua orbita e..morirono tutti!
Nontiscordardime
Lina Sotis Chi credeva nella reincarnazione si rincontrò. Chi era laico cominciò il suo eterno riposo. Chi era agnostico continuò a dubitare, si guardava intorno e non sapeva dove andare. Sulla terra deserta, atterrò, un extraterrestre, che subito biascicò: " Credevo che la terra fosse più bella, mi avevano detto che c'erano i bar. Chissà cosa sono i bar? Non lo saprò mai. " THE END
Lina Sotis
Ma un interrogativo rimase : chi mai aveva osato mettere un POST IT sulla tela del Mantegna? Misteri italiani.....
manu52
Ebbene sì, lo confesso...sono stata io. Mi son travestita da Ariel e son volata fin lì per soddisfare la mia voglia di...trasgressione. Molto rumore per nulla. THE END
Anny ciaoooo!!!!
Nontiscordardimese avessi scritto io quel post it ...avrei scritto semplicemente "DO". Rebus [4-2].
Nontiscordardime
Nontiscordardimemadò sono una ciucciabestia!!! Rebus [2-2-2]...scusate....
Nontiscordardime
NONTY, senza le figure il rebus mi è incomprensibile. Se è 2-2-2 mi viene solo : do, re, mi. Se è 4-2 mi viene : dose, sì. Puoi svelarci l'arcano? Dopo però che sia THE END.
Anny ciaoooo!!!!
C'è tempo fino al 31 marzo,potremmo ancora rovesciare l'esito della narrazione...ma il rebus è TE LA DO ?
manu52
NontiscordardimeVisto Anny ? Manu ci è arrivata anche senza immagine!! Basta usare l'immaginazione e nemmeno poi tanta trattandosi di me! Ahhaha
Nontiscordardime
da da da da....THE END....da da da da.... (J.S.Bach)
Anny ciaoooo!!!!
Non sarà Beethoven? Da da da daaaa...da da da daaaaa.....il destino che bussa alla porta....
manu52
gian.z..no basta ....così ha sancito Lina. Avanti con lo tzunami a spazzare tutto. Peccato, nelle ultime 10 righe avevo finale degno, il rovesciamento. L analisi del dna di mario da parte di Eleonora con un sotterfugio e la scoperta della NON paternità di Mario. La conseguente libertà di iniziare un rapporto "diverso" tra loro(come sperava Pulcina ?)..il segreto di mario... tra umorismo e tenerezza.,ma ..così è andata.Ma credo che ,alla luce dell esperienza , ci vuole un moderatore o meglio un demotivatore.Ma perche gli extraterrestri devono per forza avere mani piedi testa e parlare e pensare..
gian.z
Giusto Manu-ciao! Era L.v.B. Ultimamente non ne azzecco una! Ammetterai che anche per ciò ci vuole un'abilità. Credo di possederla...
Anny ciaoooo!!!!
NontiscordardimeE Gianz ...scusa.. ma tutte queste belle idee non te le potevi far venire prima in mente.. Stò romanzo era rimasto appeso lì come un palloncino pigro ad un filo invisibile.. Mi dava un fastidio che mi ha fatto venire l'istinto omicida, almeno non puoi dire che non si sia concluso in mdo originale. Non è da tutti morire a pappagallate (piene) in testa!
Nontiscordardime
NONTY, per me il romanzo vero è quello dei tuoi post..ironico ed esilarante. Proporrei alla spett. Redazione di assemblare i tuoi interventi. titolo? "Una storia scompisciante". Che te ne pare? Bacio smack!
Anny ciaoooo!!!!
gian.zSono daccordo ci siamo divertiti.era un gioco e iuno di noi ha dato .la redazione tace ?no anny scompisciare no,fa banchina portuale.nonti resti unico fai passatr i giramenti
gian.z
'Sbellicare' di piace di più?
manu52
Guarda Gianz, che il verbo scompisciare l'ho usato deliberatamente pensando al lancio del pappagallo (pieno) da parte di Suor Serena. E devo dirti che mentre lo scrivevo mi, vabbè...sbellicavo tra me e me.
Anny ciaoooo!!!!
PulcinaIl finale del Nonty è stato... esilarante!!! :) La parola usata da Anny, però, visto il contesto tra pappagalli e padelle, mi sembra decisamente più appropriata, scusa Gian.z! :) Mi spiace, però, un sacco essermi persa il tuo finale. Spiegavi il segreto di Mario, quello per conoscere il quale l'ho messo in una gran brutta situazione, po'raccio (ho un po' di rimorso)? Anche la faccenda del post-it è inquietante, mi associo a Manu52. Finale con Mario insieme a Eleonora? NOOOOOO!!!!!!!!!!!!!!!!!!! Ma come, mentre lui viene torturato lei se ne va bella bella a Brera, soffre (?) ma non si sogna di chiamare la polizia, è drogata fino al midollo e mentre ha una relazione (segue)
Pulcina
Pulcina(segue) "piccante" col Calvo si tiene pure la "ruota di scorta" (Gil, l'unico che, almeno in un primo tempo, aveva capito "il bergamo" e se l'era squagliata). Troppa folla, per carità! No. Mario poteva riprendersi, mandare a quel paese la figlia non figlia, dimenticare pure la mamma di quest'ultima (una vera "buona mamma", da cui la figlia era "figlia di...", vabbé, lasciamo perdere) e mettersi con l'unica donna di solido buon senso: MICHELA. Insieme gestivano la galleria d'arte e la caffetteria bar associata: tante belle inaugurazioni di mostre con ricchissimo buffet... :) Eleonora poteva invece prendersela Leo, nonostante l'apparente parentela (entrambi figli di... , Lina, per favore, tappati le orecchie e bendati gli occhi. Salutone
Pulcina
PulcinaScusate la logorrea ma ho letto ora il post di Anny sul thread "Romanzo Tranquillo". La mia latitanza era dovuta a 2 motivi: 1) Ho ripreso a lavorare, in pausa pranzo ho provato a collegarmi ma non potevo postare, la sera e la mattina ero pure incasinata per altri motivi... 2) volevo sapere il segreto di Mario e quello del post-it, quindi la parola dovevo lasciarla a chi "sapeva" 3) la Redazione aveva definito la mia "opera letteraria" un "tentativo di noir scritto male"... mi sembrava il caso di "dare le dimissioni" come autrice e continuare "a latere" col thread che ho aperto e gli spunti di riflessione... poi, non potendo postare, ho lasciato anche quello. Salutone
Pulcina
PulcinaCerto che ora manco so contare. Prima parlo di 2 motivi e poi ne elenco 3. Sono fusa!!!!!! Ri-salutone, e questa volta prometto che finisco qui.
Pulcina
NontiscordardimeEvvabbene...facciamo così se la redazione vuole... Gianz mette il suo finale ma poi io li faccio morire! :P
Nontiscordardime
Pulcina, un noir scritto male era ironico e autoironico, alla Guccini (come in un libro scritto male, lui si è ucciso per natale...), non era un giudizio di valore, tanto meno su di te. Era un modo di dire, parlando di un gioco a cui stavamo giocando tutti e che ci ha divertito! Le tue dimissioni, anche con il senno di poi, sono respinte!
La Redazione
gian.z....e...? niente altro? ci piacerebbe sapere il pensiero di Lina e della Redazione, Che ne è stato di tutto, di questi 94 "10 righe" Come hanno vissuto la "cosa", Pensieri, ecco niente altro al di là del risultato. Che esperienza è stata e perchè è nata.Ci sarà stato un aspetto , un analisi , non dico uno studio ma cosa vi ha lasciato.Va bene anche crudezza..tanto...Saluti. I personaggi, noi siamo rimasti lì per aria o siamo morti?
gian.z
 
 
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